The Prophecy of Religious Life in the Midst of the Climate Crisis

fr Alberto Parise MCCJ

Introduzione

Quest’anno, il 2025, celebriamo un Giubileo ordinario che pone al centro la Speranza. Anzitutto, troviamo speranza nella grazia di Dio, che sperimentiamo nella sua misericordia e nel suo perdono. Ma siamo anche chiamati a scoprire la speranza nei segni dei tempi che il Signore ci dona. In particolare, Spes non confundit individua alcuni appelli specifici di speranza come segni del nostro tempo, ovvero:

= La fame è uno scandalo, una ferita aperta sul corpo della nostra umanità; essa interpella tutti noi a un serio esame di coscienza (SNC 16) e a compiere passi concreti verso la sua eradicazione.

= Il debito ecologico delle nazioni ricche richiede il riconoscimento della gravità di molte decisioni prese in passato e la determinazione a condonare i debiti dei Paesi che non saranno mai in grado di ripagarli. Più che una questione di generosità, si tratta di una questione di giustizia, considerando gli squilibri commerciali con effetti sull’ambiente e l’uso sproporzionato delle risorse naturali da parte di alcuni Paesi per lunghi periodi di tempo.

Il Giubileo richiama alle riparazioni, per preparare un cammino di pace nel nostro mondo. È un appello a impegnarci nel sanare le cause remote dell’ingiustizia, nel regolare debiti ingiusti e impagabili e nel nutrire gli affamati (SNC 16).

La vita religiosa è un segno vivo — una testimonianza profetica — dei valori del Vangelo e del Regno di Dio, rendendo visibile, qui e ora, la volontà e la visione di Dio per l’umanità, così come sono espresse nella Parola di Dio. Se guardiamo alle esigenze del Giubileo biblico, troviamo orientamenti e ispirazione su come trasformare la speranza in azione nell’attuale sistema mondiale.

La chiamata del Giubileo biblico

La tradizione biblica del Giubileo invita il popolo di Dio alla conversione, attraverso il ripristino di relazioni giuste e di una società egualitaria in cui la dignità umana e la fraternità siano rispettate e promosse. In particolare, essa prevedeva:

= La restituzione della terra: le proprietà vendute o trasferite venivano restituite ai proprietari originari, garantendo alle famiglie il mantenimento della loro fonte di sostentamento e della loro identità socio-culturale.

= La liberazione degli schiavi: coloro che si erano venduti in schiavitù a causa dei debiti venivano liberati, riaffermando la dignità e la libertà di ogni persona e richiamando alla fraternità all’interno di una società egualitaria.

= La remissione dei debiti: i debiti venivano cancellati, permettendo a chi era caduto in povertà di ricominciare senza il peso degli obblighi finanziari. Ciò sottolineava l’importanza della misericordia e della solidarietà, offrendo a tutti la possibilità di un nuovo inizio.

= Il riposo della terra: questo significava liberazione dai sistemi di accumulazione e di sfruttamento, promuovendo al contempo la condivisione di ciò che la provvidenza divina offre per i bisogni fondamentali di tutti. Quando quel poco che è disponibile viene condiviso, ce n’è abbastanza per tutti.

Queste misure non erano solo economiche, ma avevano un profondo significato teologico: Dio come unico vero proprietario della terra e liberatore del suo popolo. In definitiva, si trattava di ritornare al sogno di Dio per l’umanità; un sogno dal quale l’umanità si allontana quando costruisce una società basata sull’accumulazione di ricchezze e risorse, sul dominio e sulla violenza contro gli altri, spesso mascherati da giustificazioni religiose. Al contrario, il Giubileo immagina una società alternativa fondata sulla condivisione, sul servizio, sulla nonviolenza e su una relazione con Dio che ascolta il grido dei poveri.

Significato del Giubileo nello scenario geopolitico attuale

Oggi il mondo sta affrontando una policrisi, ossia la presenza di diverse crisi che si influenzano reciprocamente. Come afferma Laudato si’ (LS 139):

«Non ci troviamo di fronte a due crisi separate, una ambientale e un’altra sociale, bensì a una sola e complessa crisi socio-ambientale. Le linee di soluzione richiedono un approccio integrato per combattere la povertà, restituire dignità agli esclusi e, nello stesso tempo, prendersi cura della natura».

Da un lato c’è la crisi climatica, con i suoi effetti devastanti; dall’altro, viviamo in una situazione che papa Francesco ha definito una terza guerra mondiale a pezzi. Sembra non esistano più linee rosse per contenere i conflitti, e la corsa agli armamenti ha raggiunto livelli senza precedenti, creando nuovo debito e sottraendo risorse ai servizi sociali e alle azioni di mitigazione, adattamento e riparazione rispetto al cambiamento climatico. L’approccio multilaterale e diplomatico alla risoluzione dei problemi e dei conflitti globali si è indebolito, e il mondo è entrato in una fase in cui prevale la logica del “più forte ha ragione”, dello sterminio e dell’impunità. I diritti umani e dei popoli vengono trascurati o calpestati, e le disuguaglianze continuano a crescere a causa di strutture economiche ingiuste, spingendo sempre più persone sotto la soglia di povertà e il Pianeta oltre la sua capacità rigenerativa.

In questo contesto, la chiamata del Giubileo biblico è estremamente attuale e significativa: è un appello alla riparazione di un sistema socio-economico e politico ingiusto, insostenibile e peccaminoso. Laudate Deum invita a un pellegrinaggio di riconciliazione con il mondo che è la nostra casa (LD 69), costruendo pace con il Creato e tra i popoli.

Richiesta della campagna in vista della COP30Giubileo biblico
1. Cancellare i debiti dei Paesi che “non riusciranno mai a pagarli” (LD 16)Remissione dei debiti
2. Rafforzare il fondo per perdite e danni
Restituzione della terra /ristabilire i mezzi di sussistenza degli impoverity
3. Stabilire degli obiettivi per una transizione energetica giusta
Riposo della terra per garantire la libertà da sistemi di accumulo e sfruttamento
4. Stabilire obiettivi concreti per sviluppare un sistema globale di sovranità alimentare basato su pratiche agroecologiche.Restituzione della terra e liberazione dal lavoro in schiavitù

Conclusione

Questi appelli sono strettamente collegati ai dibattiti che si svolgeranno alla COP30 di Belém (11–22 novembre 2025). Gli Ordini e le Congregazioni religiose, ispirati dalla Dottrina Sociale della Chiesa, invitano tutte le persone di buona volontà — altri gruppi e comunità religiose, organizzazioni della società civile e singoli individui — a unirsi a questa campagna per la giustizia climatica, che verrà presentata in modo più dettagliato dal prossimo relatore. Insieme, i nostri sforzi condivisi possono contribuire a proteggere il pianeta, difendere i più vulnerabili e garantire un futuro di speranza alle generazioni che verranno. Come ha affermato papa Francesco alla conclusione di Laudate Deum (LD 60):

«Speriamo che quanti interverranno siano strateghi capaci di pensare al bene comune e al futuro dei loro figli, piuttosto che agli interessi di circostanza di qualche Paese o azienda. Possano così mostrare la nobiltà della politica e non la sua vergogna. Ai potenti oso ripetere questa domanda:” “Perché si vuole mantenere oggi un potere che sarà ricordato per la sua incapacità di intervenire quando era urgente e necessario farlo?”».

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