Follow Up of Global Climate Reparations (GCR)

fr Alberto Parise

Introduzione
L’iniziativa per le riparazioni climatiche globali, organizzata da Taproot Earth, ha riunito leader comunitari impegnati nella giustizia climatica, comunità di fede e movimenti di base, nel sollecitare la Chiesa e le istituzioni globali a promuovere l’abolizione del debito, il ripristino ecologico e la liberazione delle comunità più colpite dalla crisi climatica.

I temi del giubileo sono centrali nella lotta per la giustizia climatica, poiché affrontano le cause profonde della crisi: la cancellazione del debito, la restituzione delle terre e la liberazione dalle moderne forme di schiavitù e di detenzione.

Il processo di quattro giorni a Roma (marzo 2025) si è fondato su un lavoro preparatorio che ha portato a una dichiarazione sulle riparazioni climatiche, intese come il ripristino di relazioni sane ed equilibrate con tutti gli esseri e con tutto ciò che compone il nostro ecosistema globale condiviso. L’azione riparativa inizia con coloro che hanno beneficiato maggiormente dei sistemi storici e attuali di oppressione. Essa richiede l’abolizione del debito, il risarcimento delle ingiustizie e la creazione di sistemi responsabili radicati nella liberazione delle persone nere e dei popoli indigeni, a beneficio di tutti i popoli oppressi e delle generazioni future.

Il primo giorno di lavoro ha offerto l’opportunità di riconoscere l’ingiustizia climatica, un passaggio necessario nel processo di guarigione delle comunità più colpite dalla crisi. Il secondo giorno si è concentrato sull’incontro con le comunità in prima linea per promuovere la solidarietà, seguito da una giornata dedicata alla spiritualità per favorire un cammino di redenzione. Infine, si è svolta una giornata di dialogo sulle riparazioni climatiche globali, volta a discernere i passi necessari e a costruire sinergie tra le comunità impegnate a livello locale e le organizzazioni cattoliche.

Azioni Proposte
Al termine dell’evento, i leader delle comunità in prima linea hanno proposto la formazione di un movimento di base autogestito; lo sviluppo di una guida su come impegnarsi e assumersi responsabilità; e la creazione di una piattaforma di comunicazione per il movimento, al fine di favorire il networking dal basso, condividere i progressi e il lavoro svolto, e costruire una banca dati di documentazione utile alle attività di advocacy.

Le organizzazioni cattoliche, da parte loro, hanno individuato due percorsi comuni:

  1. Un impegno per la decolonizzazione, in particolare attraverso iniziative educative e formative volte a smascherare le ideologie coloniali e a promuovere una visione e un’azione decoloniali, riconoscendo al contempo il contributo delle comunità e delle organizzazioni cattoliche nella lotta per la giustizia climatica.
  2. La creazione di sinergie per rafforzare le azioni di advocacy attraverso le conferenze episcopali, le congregazioni religiose, gli organismi cattolici presenti alla COP30, strutture come PILS e MLS, e la collaborazione con i leader comunitari impegnati nella giustizia climatica.

A quel punto, l’assemblea plenaria ha iniziato a esplorare come mettere in sinergia il lavoro dei due gruppi, individuando convergenze e possibili allineamenti tra i diversi impegni che i partecipanti erano pronti ad assumere.

Al termine della convenzione, gli organizzatori (Taproot Earth) hanno invitato i partecipanti a riportare i risultati all’interno delle proprie organizzazioni e comunità e a riflettere su quali impegni intendano assumere. Il 9 aprile, i partecipanti si riuniranno nuovamente online per condividere le riflessioni e individuare un percorso comune per andare avanti. La Commissione JPIC è pertanto chiamata a discernere quale impegno è pronta ad assumere.

Follow Up of Global Climate Reparations (GCR)

Dare seguito
Come Commissione JPIC abbiamo visto l’opportunità di allineare le nostre attività programmate ai due percorsi comuni individuati dalle organizzazioni cattoliche in occasione del Giubileo del GCR. In particolare:

a. Nell’ambito dell’impegno per la decolonizzazione:
= Riconoscendo l’importanza di guarire dagli impatti del colonialismo, che hanno causato e continuano a causare traumi psicologici, vediamo la necessità di portare questa realtà a una piena consapevolezza. È necessario creare uno spazio sicuro in cui parlarne e riconoscere anche gli errori del passato e del presente. Un punto emerso con forza durante la convenzione è che il riconoscimento di queste realtà è essenziale per il processo di guarigione e per restituire alle persone la capacità di riprendere in mano la propria vita.
= Educazione: accrescere la consapevolezza critica sul neocolonialismo e contrastarne le ideologie e le strutture socio-economiche.
= Promuovere l’inculturazione della dottrina sociale della Chiesa: sebbene storicamente la dottrina sociale della Chiesa rifletta una prospettiva della Chiesa occidentale, sta emergendo un significativo allineamento con la prospettiva dei Popoli Indigeni (cfr. Laudato si’, Querida Amazonia, Laudate Deum, ecc.). È possibile creare uno spazio in cui le comunità del Sud globale possano confrontarsi e dialogare con la dottrina sociale della Chiesa a partire dalla propria esperienza vissuta e dalla loro lotta per le riparazioni climatiche.
= Promuovere la dignità dei saperi indigeni e valorizzarli nel processo di riparazioni climatiche: questo rappresenta un passaggio essenziale nel processo di decolonizzazione della mente.

b. Nell’ambito dell’impegno per l’advocacy:
= Sostenere le rivendicazioni dei Popoli Indigeni alla COP30.
= Promuovere la campagna globale per la cancellazione del debito (“Trasformare il debito in speranza”).
https://www.caritas.org/2024/12/caritas-internationalis-launches-global-jubilee-turn-debt-into-hope-campaign-2/
= Amplificare la voce delle comunità in prima linea.

c. Collegare le comunità e le iniziative cattoliche in prima linea con il movimento per le GCR.

Considerati i vincoli di risorse, in particolare di personale, e gli impegni (attività già programmate) che la Commissione JPIC ha già assunto, risulta fattibile contribuire al movimento GCR principalmente svolgendo un ruolo di ponte tra le comunità in prima linea e le iniziative cattoliche, piuttosto che avviando nuove attività. Ad esempio, possiamo individuare quali attività già pianificate si allineano o convergono con gli obiettivi delle riparazioni climatiche globali.

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