Impariamo cos’è l’ecologia integrale anche a partire dalle cosmovisioni indigene. Per esempio, nelle culture latino-americane, il buen vivir è vivere in armonia con se stessi, con la natura, con gli altri esseri umani e con l’Essere Supremo — poiché esiste un’intercomunicazione che pervade l’intero cosmo, in cui non vi è chi esclude né chi viene escluso.
CHE COSA SIGNIFICA
Riprendiamo i sogni di Querida Amazonía alla luce dei popoli indigeni. Essi sono testimoni di diverse dimensioni tipiche dell’Ecologia Integrale:
- Un sogno sociale: l’impegno sociale implica una capacità di fraternità, uno spirito di comunione umana. Senza sminuire l’importanza della libertà personale, i popoli originari possiedono un forte senso comunitario (QA 20);
- Un sogno culturale: le culture indigene sono portatrici di un messaggio ancora non ascoltato; la loro diversità è l’antidoto contro l’omogeneizzazione del modello di consumo occidentale, che ci sta consumando (QA 28);
- Un sogno ambientale: gli indigeni insegnano che la foresta non è una risorsa da sfruttare, ma un essere, o vari esseri con i quali relazionarsi. La saggezza dei popoli originari ispira cura e rispetto per il creato, con una chiara consapevolezza dei suoi limiti, proibendone l’abuso (QA 42);
- Un sogno ecclesiale: la fede deve divenire cultura per essere pienamente accolta e fedelmente vissuta. Di fronte alle sfide delle culture, la Chiesa ha un vigile senso critico, ma anche un’attenzione fiduciosa (QA 67).
PERCHÉ È IMPORTANTE
- “Queste tradizioni meritano di essere conosciute, comprese nelle proprie espressioni e nel rapporto con la foresta e la madre terra. Insieme con loro i cristiani, sulla base della loro fede nella Parola di Dio, si pongono in dialogo, condividendo le loro vite, preoccupazioni, lotte, esperienze di Dio, per approfondire reciprocamente la fede e agire insieme in difesa della Casa comune” (Documento Finale del Sinodo per l’Amazzonia, n. 25)
- Il modello egemonico di economia e sviluppo, consumista e capitalista, basato su una relazione predatoria dei beni comuni, è in evidente collasso. Le cosmovisioni indigene offrono proposte solide e coerenti per un nuovo rapporto tra tutte le creature e per un’economia dell’abbondanza e della condivisione
- In un contesto di grave crisi della governance globale e di distopia nel cuore della crisi socio-ambientale e climatica, i movimenti indigeni si stanno organizzando in reti internazionali per la difesa del clima, della biodiversità, dei difensori di diritti umani e delle loro culture, con proposte che possono ispirare anche il nostro impegno religioso e politico.
PERCHÉ RIGUARDA LA VITA RELIGIOSA
Il Documento di Aparecida sintetizza in alcuni punti chiave la missione dei discepoli e missionari di Gesù Cristo insieme ai popoli indigeni (cf. n. 530):
- Accompagnare per rafforzare le loro identità e la difesa dei loro territori e diritti
- Creare coscienza nella società riguardo ai valori dei popoli indigeni
- Riconoscere nelle loro culture e tradizioni i semi del Verbo
UNA CHIAMATA EVANGELICA OGGI
I popoli indigeni e di origine africana stanno emergendo, oggi, all’interno della società e della Chiesa. Questo è un kairós per approfondire l’incontro della Chiesa con tali gruppi umani, i quali richiedono il pieno riconoscimento dei propri diritti, individuali e collettivi, ed essere inclusi nell’universalità della Chiesa, portando con sé le proprie visioni del mondo, i propri valori e le proprie identità distinte, affinché si possa vivere una nuova Pentecoste ecclesiale. (Documento di Aparecida, n. 91)
DOMANDE PER IL DISCERNIMENTO
- Quali sono i valori delle culture indigene che illuminano per noi un senso più pieno dell’ecologia integrale?
- In che modo, come religiosi/e, possiamo assumere un’opzione di vita e dialogo interculturale insieme ai popoli indigeni?
- È possibile ripensare il nostro modello di sviluppo alla luce delle cosmovisioni indigene?
- RICORDA:
- “L’interesse ad avere cura dei valori culturali dei gruppi indigeni dovrebbe appartenere a tutti, perché la loro ricchezza è anche la nostra. Se non progrediamo in questo senso di corresponsabilità nei confronti della diversità che abbellisce la nostra umanità, non si può pretendere che i gruppi della foresta interna si aprano ingenuamente alla ‘civiltà’” (QA 37).
- RIFERIMENTI ESSENZIALI
= Documento di Santo Domingo (1992).
= Documento di Aparecida (2007).
= Sinodo per l’Amazzonia – Documento Finale (2019).
= Francesco (2020) Querida Amazonía.
RISORSE ESSENZIALI
= Rete Ecclesiale Panamazzonica (REPAM) – esperienza di incontro con i popoli indigeni, per il loro protagonismo
= Rete Ecclesiale del Bacino del Fiume Congo (REBAC) – analoga, in Africa occidentale
= Global Alliance of Territorial Communities (GATC) – Popoli indigeni e comunità locali uniti per un futuro comune
INIZIATIVA CONSIGLIATA
L’Equipe Itinerante Panamazzonica è un’esperienza ecclesiale intercongregazionale e interistituzionale che vive la missione attraverso la presenza itinerante tra i popoli e le comunità dell’Amazzonia. Il suo stile si fonda sull’incontro, sull’ascolto e sull’apprendimento dalle culture e dalle spiritualità dei popoli originari, ribeirinhos e periferici. Vive in modo semplice e condiviso, camminando con le comunità, riconoscendone le resistenze e accompagnandone le lotte. Non porta un progetto già definito, ma cerca di discernere insieme alle realtà locali le risposte alle sfide del territorio. La sua missione è una presenza di prossimità, dialogo e servizio, attenta alla difesa della vita e della Casa comune.
