Origini e caratteristiche
Piccolo albero deciduo, alto 6-8 metri, originario dei Balcani, del Caucaso e dell’Asia occidentale, da secoli naturalizzato in Italia, dove vive lungo siepi, margini di campi e boschi radi. Ha chioma tondeggiante, rami talvolta spinescenti e foglie ovali dal margine finemente dentato.
È tra i primi alberi a fiorire: già a fine inverno, spesso in febbraio-marzo, si copre di fiori bianchi o rosati, prima che compaiano le foglie. I frutti, piccole drupe tonde gialle, rosse o violacee, maturano in estate; sono commestibili, acidule, buone per confetture. Il nome cerasifera significa “che porta ciliegie”. La varietà pissardii, dalle foglie rosso-porpora, è molto usata come ornamentale. I fiori precoci offrono nettare alle api quando c’è ancora poco altro; i frutti nutrono uccelli e piccoli mammiferi.
L’amolo nella cultura popolare
È l’albero dei margini, della siepe contadina, della pianta “che nessuno ha piantato”. I frutti, raccolti dai ragazzi e dalle massaie, finivano in marmellate e conserve. Il suo valore più grande, però, è nascosto: l’amolo è tra i portainnesti più usati in frutticoltura. Su di lui si innestano susini, peschi, albicocchi e mandorli, che a loro volta danno i frutti più apprezzati: la radice è sua, la fama è di altri. La fioritura anticipata, inoltre, è per molte campagne il primo segno che l’inverno sta cedendo.
L’amolo nella Bibbia
L’amolo non compare nel testo biblico. Il suo messaggio si può però accostare a quello del mandorlo, l’albero che per primo si sveglia in Palestina, già in gennaio-febbraio, e che la Bibbia usa come immagine di vigilanza. Nel gioco di parole ebraico, shaqèd (mandorlo) richiama shoqèd (vegliare): Dio è colui che non dorme e che compie ciò che promette. Un albero che fiorisce quando tutto sembra ancora spoglio diventa così segno di speranza affidabile.
Geremia, giovane e timoroso, riceve la chiamata di Dio e viene confortato con un segno semplice, un ramo fiorito:
Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Che cosa vedi, Geremia?». Risposi: «Vedo un ramo di mandorlo». Il Signore soggiunse: «Hai visto bene, poiché io vigilo sulla mia parola per realizzarla». Ger 1,11-12
Un messaggio per noi
L’amolo ci insegna tre cose.
La vigilanza
Fiorisce per primo, prima di avere foglie, e ci ricorda di saper leggere i segni dei tempi, di accorgerci per tempo di ciò che cambia nella terra e nel clima, senza aspettare che sia tardi.
La provvidenza
Nutre api e uccelli quando le risorse scarseggiano, e offre i suoi frutti a chi passa.
Il servizio nascosto
Come portainnesto, regge sulle sue radici alberi più celebrati e ne sostiene i frutti.
Così l’ecologia integrale ci invita a stimare le creature non per ciò che rendono o per la loro fama, ma per il posto che occupano nella rete della vita, e a riconoscere che dietro ogni raccolto c’è una radice che lavora in silenzio. Il vero successo è sostenere, non apparire.
Dalla Laudato si’
La Laudato si’ ci ricorda che nessuna creatura è esclusa dalla fraternità universale:
Quando il cuore è veramente aperto a una comunione universale, niente e nessuno è escluso da tale fraternità. Di conseguenza, è vero anche che l’indifferenza o la crudeltà verso le altre creature di questo mondo finiscono sempre per trasferirsi in qualche modo al trattamento che riserviamo agli altri esseri umani. Il cuore è uno solo e la stessa miseria che porta a maltrattare un animale non tarda a manifestarsi nella relazione con le altre persone. Ogni maltrattamento verso qualsiasi creatura è contrario alla dignità umana. Non possiamo considerarci persone che amano veramente se escludiamo dai nostri interessi una parte della realtà: pace, giustizia e salvaguardia del creato sono tre questioni del tutto connesse, che non si potranno separare in modo da essere trattate singolarmente, a pena di ricadere nuovamente nel riduzionismo. Tutto è in relazione, e tutti noi esseri umani siamo uniti come fratelli e sorelle in un meraviglioso pellegrinaggio, legati dall’amore che Dio ha per ciascuna delle sue creature e che ci unisce anche tra noi, con tenero affetto, al fratello sole, alla sorella luna, al fratello fiume e alla madre terra. LS 92
L’amolo è un albero di relazioni: il suo fiore anticipa e sostiene gli insetti, il suo tronco regge gli innesti, i suoi frutti nutrono gli animali. Nessuna parte vive per sé. Come ricorda la Laudato si’, siamo intrecciati gli uni agli altri e alla terra: prendersi cura di un albero umile significa custodire un legame che sostiene tutti.
